Ott 16 2011

Emergenza casa a Cologno: ancora tanto fumo e niente arrosto.

Come è noto, lunedì 19 settembre il consiglio comunale ha visto la partecipazione di alcuni manifestanti non invitati. Questo comunicato è una risposta alle dichiarazioni ed alle falsità che i vari soggetti politici del consiglio comunale hanno rilasciato, a partire dal giorno dopo, a mezzo stampa o su internet.

Innanzitutto occorre far notare che praticamente nessuno (a partire dal sindaco) è riuscito a capire, nonostante fosse scritto molto chiaramente nel volantino distribuito, che il soggetto protagonista di questa azione è stato il Comitato di Lotta per il Diritto alla Casa. Il sindacato Unione Inquilini – Zona Nord Milano – ed il Gruppo Territoriale Autorganizzato, hanno semplicemente partecipato all’iniziativa in quanto componenti, insieme alle famiglie che vivono il disagio abitativo, del comitato di lotta.

A ben vedere, sembrerebbe che non sia stata data grande attenzione alla protesta messa in atto da decine di famiglie che a Cologno vivono sulla propria pelle il dramma del disagio abitativo.

Non si tratta di una semplice svista. Per esempio, il sindaco Soldano, fingendo di non capire la differenza, tenta di sviare le risposte alle questioni più politiche della contestazione, lamentando il fatto che (secondo lui) tali valutazioni esulino dai compiti di un sindacato. Pur non condividendo questa posizione, ribadiamo che le proposte sono frutto della collaborazione di tutti i soggetti del comitato: Famiglie, GTA e Unione Inquilini.

Dato che molti sono stati gli articoli pubblicati in merito al consiglio comunale, ci limitiamo a rispondere alle affermazioni contenute nel comunicato stampa prodotto dall’ufficio comunale preposto; è insopportabile che si utilizzino strutture e media pubblici per propagandare tante chiacchiere (dato che di fatti, almeno fin ora, sembra non essercene).

Il sindaco, nel comunicato stampa, liquida il nostro dossier come un documento pieno di falsità. Peccato che per supportare questa tesi porti ad esempio il fatto che, nel dossier, quantifichiamo gli alloggi di edilizia pubblica a Cologno in 247 unità (mentre sarebbero ben 644). Ma nel nostro documento, consegnato a tutti i gruppi politici e disponibile su internet*, si parla chiaramente di patrimonio immobiliare comunale (dall’inizio alla fine) e non di generici alloggi di edilizia pubblica. Ci riferiamo alle sole proprietà comunali, escludendo le proprietà Aler a Cologno. Inoltre non possono essere considerate “case popolari” gli alloggi in vendita differita di via Guzzina e tutti quelli alloggi concessi a canoni lievemente più bassi rispetto al prezzo di mercato. Come già detto in passato, le bugie hanno le gambe molto corte. Non ci risulta, poi, che siano stati affrontati punto per punto tutti i nodi politici affrontati nel dossier, non per ultimo la percentuale di ERP nel nuovo costruito che verrà introdotta nel nuovo PGT. Su tutti questi fronti continuiamo a riscontrare un imbarazzante silenzio (alla faccia della trasparenza e del rapporto coi cittadini) da parte di questa amministrazione comunale.

Continuando, il sindaco afferma:

“Assegnare senza criterio abitazioni in deroga alle graduatorie equivarrebbe a danneggiare chi, a volte da anni, correttamente attende il suo turno per ottenere l’alloggio. Dire che il Comune non ha una politica degli alloggi, quando in cinque anni abbiamo quasi raddoppiato il patrimonio comunale di alloggi pubblici, (solo nel 2006 gli appartamenti comunali erano 150, ai quali si sono aggiunti i 108 consegnati nel 2011 ndr.) significa non conoscere i dati o affermare delle falsità”.

Purtroppo il sindaco non sa, o finge di non sapere, che le assegnazioni in deroga sono previste dal Regolamento Regionale. Queste assegnazioni sono previste per evitare che le famiglie più indigenti finiscano in mezzo alla strada, compromettendo in modo serio la propria salute e scivolando drammaticamente sotto la soglia della povertà.

E’ assurdo che si voglia far passare tutto ciò come un danno a qualcuno, soprattutto quando la situazione nella quale ci si trova oggi è il frutto dell’assenza di politiche abitative serie nelle amministrazioni precedenti, non per ultima l’amministrazione Soldano, che, come ammette lui stesso (confermando i numeri da noi citati nel dossier), ha incrementato significativamente il patrimonio immobiliare del comune in 5 anni di 108 alloggi. Infatti riteniamo che per una città di quasi 50.000 abitanti questi numeri siano totalmente inadeguati. Non stiamo dicendo che non si è fatto niente. Diciamo che è stato fatto troppo poco rispetto al contesto di emergenza e in tempi non ragionevoli. Si parla di crisi economica dal 2008; dal 2009 noi chiediamo un Piano Casa: fino ad oggi nessuna risposta.

Che siano 400 o 600 le richieste ERP annuali, che siano 100 o 200 gli sfratti esecutivi in un anno, 108 alloggi in 5 anni non possono in nessun modo essere considerati una risposta adeguata, soprattutto se paragonati al numero incredibile di alloggi vuoti pubblici (via Guzzina, via Giordano) e privati (chissà se l’amministrazione troverà la volontà politica di fare un censimento dello sfitto nel nostro comune…).

Ci chiediamo: vista la crisi e l’ondata di sfratti e pignoramenti previsti, come si comporterà l’amministrazione? Quando si adotteranno misure strutturali tese a a risolvere seriamente il problema? Ribadiamo che, in questa situazione, svendere anche solo una piccola parte del patrimonio comunale è una scelta sbagliata e in assoluto contrasto con il voler risolvere il problema.

Il sindaco farebbe meglio ad ammettere che è possibile e necessario fare di più e ad impegnarsi a farlo, invece di dichiarare sui giornali che la sua amministrazione ha già fatto tutto il possibile.

Infine, una risposta anche per l’IDV di Cologno che, nascondendosi dietro una miope coerenza per la strenua difesa della legalità, critica le modalità di protesta messe in atto durante il consiglio comunale e auspica la tempestiva denuncia dell’accaduto alle autorità competenti.

Purtroppo la strenua difesa della legalità dell’IDV significa difesa di chi, invece di migliorare la vivibilità dei quartieri popolari, lascia alloggi sfitti, con le porte sigillate, con affitti e servizi a costi sempre più alti.

Questa legalità è un pretesto per agire con prepotenza e violenza verso i più deboli a favore di chi, consapevolmente, lascia alloggi vuoti a favore di affaristi e palazzinari, privatizzando beni comuni e servizi pubblici uno dopo l’altro, a livello locale come a livello nazionale.

I politici colognesi, al posto di nascondersi dietro al dito della legalità, dovrebbero interessarsi maggiormente dei problemi sociali che affliggono il nostro territorio cercando soluzioni reali e concrete.

Questo approccio miope e legalista di alcuni esponenti politici colognesi ha portato, come naturale conseguenza, alla denuncia penale di due esponenti del comitato che, dopo due anni di tentativi di dialogo con l’amministrazione comunale, hanno partecipato alla protesta. Ci togliamo il cappello di fronte a cotanto rispetto per chi si impegna quotidianamente nella difesa dei diritti dei più deboli a Cologno.

La tecnica dell’intimidazione e della repressione delle istanze che creano conflitto sociale non è cosa nuova. Tuttavia crediamo che, dopo un’attenta riflessione politica da parte del sindaco e della maggioranza di centro-sinistra, si potranno adottare provvedimenti che vadano nel senso contrario, ovvero, come detto dal sindaco, una collaborazione che si dimostri responsabile e che non si traduca in un muro contro muro.

Perché la nostra impressione è quella di essere davanti ad un’amministrazione“prevenuta e determinata, nelle proprie azioni, da intenti di strumentalizzazione di dolorose realtà, o da una ottusa arroganza”.

Gruppo Territoriale Autorganizzato.

* il nostro dossier di denuncia, di cui confermiamo la sostanziale validità, è scaricabile al link: http://www.mediafire.com/?lj144vvpz0r3lb4


Lug 21 2011

Comunicato stampa

Da oltre un anno e mezzo Unione Inquilini denuncia la gravità dell’emergenza abitativa che vive il Comune di Cologno Monzese. Da mesi chiediamo un piano casa che tamponi questo dramma sociale ed un tavolo di trattativa tra Comune e Parti Sociali. A queste nostre richieste, fino ad oggi, l’Amministrazione Comunale non ha fatto pervenire alcuna risposta, se non l’atteggiamento scontroso ed irresponsabile dell’Assessore alle Politiche Abitative e ai Servizi Sociali Giovanni Cocciro.

Osserviamo come, oltre alle evidenti carenze delle politiche sociali del nostro Comune, lo stesso Assessore utilizzi metodi inadeguati, soprattutto di fronte a drammi umani, per giustificare l’assenza di risposte eque da parte delle istituzioni.

Venerdì 15 Luglio, Quispe Espinoza Olpiana, giovane peruviana madre di due minori a suo carico, viene sfrattata dal suo appartamento a causa di un pignoramento. Come molti, anche Olpiana non ha retto alla scure della crisi economica: la rata del mutuo a tasso variabile, in pochi anni, è salita da seicento Euro fino a più di mille. Lo sfratto è stata la conseguenza diretta di questa situazione insostenibile.

La banca Unicredit (filiale di Cadorna) ha iniziato un procedimento per il recupero del credito e il giudice di Monza ha fissato la data dell’esecuzione dello sfratto per il giorno 31/3/2011.

L’Ufficiale Giudiziario Stefania Granieri ha fissato il primo accesso per il 1° giugno, ha concesso una proroga di un mese e 14 giorni, per poi presentarsi il 14 luglio concedendo una ulteriore proroga di 24 ore. Il giorno 15 luglio 2011 l’Ufficiale esegue lo sfratto con la forza pubblica seguendo una prassi assolutamente inconsueta perché, in casi simili, le proroghe sono tre o quattro e l’esecuzione viene differita di svariati mesi.

Nelle ore successive allo sfratto, Olpiana si reca negli uffici comunali per richiedere un alloggio di emergenza ma questo non le viene accordato. Alle prime proteste della giovane viene chiamata la forza pubblica, che la “accompagna” fuori.

Nonostante nei mesi precedenti Olpiana si fosse più volte presentata all’Ufficio Casa e all’assistenza sociale, nessuna soluzione è stata trovata e, il giorno dello sfratto, abbiamo simbolicamente protestato davanti a Villa Casati, in collaborazione con il Comitato di Lotta per il Diritto alla Casa.

Giunto l’Assessore, viene concordato un colloquio prima per sabato 16, poi per lunedì 18. A seguito di questi due incontri, nonostante il reddito permetta per legge di ricevere un sostentamento dalle istituzioni, la giovane madre si è vista chiudere la porta in faccia. Nessuna soluzione per chi ha reddito, ci siamo sentiti dire. Risulta difficile, però, pensare a come una madre sola, con due minori a carico e con un reddito di 1100€ al mese, possa permettersi un affitto di mercato.

Per limitare il trauma, nel frattempo, Olpiana decide di affidare momentaneamente la piccola Anna al padre, dal quale si è separata da anni. Posti di fronte all’emergenza, decidiamo di ospitare la giovane ed il figlio quindicenne nella nostra sede sindacale di via F.lli Bandiera n.200, a Sesto San Giovanni. Una “sistemazione” scomoda ed inadeguata, ma sicuramente l’unica cosa da fare di fronte alla vergognosa condotta degli Amministratori del nostro Comune.

Come si suol dire, oltre il danno anche la beffa: apprendiamo oggi dal quotidiano “Il Giorno” che, secondo l’Assessore alla Casa e ai Servizi Sociali di Cologno Monzese Giovanni Cocciro, il caso della ragazza sfrattata il 15 Luglio sarebbe stato risolto. Vogliamo citare direttamente la dichiarazione, per mettere in evidenza come un rappresentate delle istituzioni dichiari pubblicamente fatti non corrispondenti al vero, pur di coprire le proprie responsabilità e la mancanza di politiche sociali adatte al contesto di piena emergenza:

 

«Il caso della signora sfrattata intanto è stato risolto — spiega Cocciro — Ieri i nostri uffici hanno messo in contatto la donna con una parrocchia che le ha trovato posto in una casa famiglia per un affitto simbolico»

(fonte: Il Giorno, cronaca locale – 19/7/2011).

 

Vogliamo smentire categoricamente le affermazioni dell’Assessore, al quale chiediamo spiegazioni in merito. Attualmente la nostra assistita è ancora ospite nella sede di Via f.lli Bandiera e sta valutando i prezzi di alcune sistemazioni di emergenza, ostelli o case-albergo, presenti sul territorio di Sesto San Giovanni.

Riguardo ai due minori lasciati senza alloggio di emergenza, presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica per:

–       omissione d’atti d’ufficio (c.p. art. 328);

–       violazioni leggi sanitarie che individuano il Sindaco come responsabile della salute dei cittadini;

–       violazione del Codice Deontologico degli Assistenti Sociali;

–       violazione dell’art. 16 comma 2 dello Statuto del Comune di Cologno Monzese.

 

UNIONE INQULINI Zona Nord Milano.

Via Fratelli Bandiera n.200

Sesto San Giovanni


Lug 8 2011

F.O.A. Boccaccio 003 Sgomberato e Rioccupato

Ieri, 7 luglio 2011, all’alba si sono presentati davanti al F.O.A. Boccaccio 003, in via Durini, un’ottantina di uomini in divisa tra polizia, carabinieri e digos.

Durante l’irruzione nel centro sociale, non trovando nessuno, hanno ripiegato sugli arredi dei piani superiori, danneggiandoli.

Questo sgombero è l’ennesima azione delle forze dell’ordine al servizio di una proprietà sorda alle trattative in corso con gli occupanti, libera di agire senza preavviso e libera di lasciare gli spazi in degrado per il solo tornaconto economico.

Con questo gesto si è cercato di spazzare vie le tante attività createsi al suo interno, dalla scuola di italiano per stranieri alle attività per i bambini, passando per gli eventi musicali, teatrali ed artistici.

Si è tentato di interrompere l’attività delle centinaia di giovani riuniti per far tornare a vivere uno spazio abbandonato a se stesso, abbandonato dagli stessi che ora ne rivendicano con forza la proprietà.

Ma quasi nove anni di lotte han dimostrato che questa dinamica repressiva non è la soluzione.

La sera stessa, i compagni hanno rioccupato lo storico stabile in via Boccaccio 6, denunciando il degrado in cui versa lo spazio, rimasto inutilizzato e ben lontano da qualsiasi forma di riqualificazione paventata dalla proprietà quando, nel 2008, furono sgomberati.

Il GTA dà solidarietà ai compagni del Boccaccio e sostiene la loro lotta contro un’amministrazione, la cui unica sua risposta finora è stata la mera repressione.

Uniti nella lotta, per l’autorganizzazione degli spazi sociali!.

Gruppo Territoriale Autorganizzato


Giu 20 2011

DIFFERENT PEOPLE, SAME RIGHTS!

FINALMENTE A CASA!

IL 10 LUGLIO 2011

A PARTIRE DALLE 15 FINO A MEZZANOTTE:

LIVE IN CONCERT

PER SOSTENERE IL GTA E L’AUTORGANIZZAZIONE DAL BASSO

CONTRO L’EROSIONE DEI DIRITTI:

OSCAR WHITE (ODK)

SIGNOR K

E TANTI ALTRI!

VI ASPETTIAMO AL PARCO DI VIA VOLTA ANGOLO VIA DALLA CHIESA

A COLOGNO MONZESE (MM COLOGNO CENTRO)

esibizioni dal vivo, inerventi sul diritto alla casa e

cena sociale di autofinanziamento

(locandina completa disponibile a breve)

 


Mag 8 2011

BIS!

Dopo la grandiosa accoglienza riservataci in Fucina, vi rinnoviano l’appuntamento

LIVE IN CONCERT:

– ORMABANTU
– ALESSIO LEGA
– DEGENERE REBEL SOUND!

per sostenere l’autorganizzazione!

VENERDI’ 17 GIUGNO 2011 @  c.s.a. BARAONDA

VIA PACINOTTI 13 – SEGRATE (MI)

GRUPPO TERRITORIALE AUTORGANIZZATO


Mag 5 2011

SI PARTE!!

Eccoci pronti! buona musica dal vivo, cibo e bevande a volantà a prezzi popolari!

che dire di più… Vi aspettiamo!

GTA cologno


Apr 22 2011

G.T.A. “IN CONCERTO”!

Siamo lieti di annunciarvi che quest’estate saremo presenti sul territorio con una serie di eventi aggregativi musicali autorganizzati…

Si scaldano i motori :

Sabato 7 Maggio  @ cpo Fucina di Sesto San Giovanni!
appuntamento alle ore 18 (via Errico Flack 44) per un aperitivo in musica che si protrarrà fino a tarda sera!

Musica dal vivo e solidarietà!
Vi aspettiamo!

La casa è un diritto!
G.t.a. Cologno


Apr 15 2011

Grigliata sociale

INIZIA LA RASSEGNA DI EVENTI DEL GTA!!!
E come non iniziare in bellezza se non con il Comitato di lotta per il diritto alla casa??

Il verdurame sarà ricco
La carne proveniente da macelli delle nostre zone (alla faccia della grande distribuzione)
Le griglie saranno in numero pari per non agghiacciare i nostri amici vegetariani
…ma il cibo non finisce qui…

Mangeremo all’aperto con sole ed ombra, tra sorrisi e rossi cin-cin…
…e sarà bellissimo!!

Raggiungeteci al CPO La Fucina
in via E.Falk 44 a Sesto San Giovanni
a 2 minuti a piedi dalla M1 Sesto FS

Per qualsiasi cosa: 320.22.47.552
A presto!!!