Feb 29 2012

L’organizzazione non è un lusso

lo sfratto di AbdelHamid Ahmed è stato rinviato. Si è ottenuta una proroga di 2 mesi grazie all’impegno dell’inquilino a pagare il canone durante questo periodo.

La partecipazione dei compagni, delle famiglie del comitato casa e la presenza di numerosi passanti incuriositi hanno sostenuto e dato vita al picchetto.

Partecipazione che è stata fondamentale, visto lo spiegamento di 4 pattugie dei carabinieri, 2 della municipale e una in borghese, pronte a sopprimere qualsiasi forma di dissenso qualora ne avessero avuto la possibilità.

Dopo le ennesime pressioni sull’assessore alla casa,si presenta al picchetto il capo dell’ufficio tecnico del comune, con delega del sindaco a trattare un mese di proroga, ed attende l’ufficiale giudiziario.

Il finale lo sapete, ma queste vicende ci lasciano sempre un po’ di amarezza e molte domande.

Perchè si arriva sempe all’ultimo momento per trovare una soluzione?

Cosa sarebbe successo a questa famiglia se non avesse incontrato la solidarietà di tante persone?

Come si pensa di gestire i circa 60 sfratti che, da qui a giugno, sono programmati a cologno?

Si aspetta che sia un picchetto per ogni sfratto per iniziare a ragionare seriamente su una soluzione reale?

Da parte nostra crediamo che sia ora di far capire alle istituzioni, ad ogni livello, che la misura è colma e non si possono sbattere in strada le famiglie che non ce la fanno.

Nello specifico, a cologno, sono ormai 2 anni che chiediamo un piano casa concreto per far fronte alla costante emergenza abitativa, ma di risposta non arrivano che soluzioni arrangiate per alcune famiglie e solo promesse per le altre. In via Einaudi, entro giugno, sono programmati una trentina di sfratti e da mesi chiediamo al comune di incontrare l’INPDAP (ora INPS) per trovare una soluzione per queste famiglie, ma ad oggi tutto tace. In questo stabile ci sono più di 40 appartamenti sfitti che potrebbero rappresentare la soluzione parziale al problema dei circa 60 sfratti che avverranno entro giugno.


Apr 4 2011

NO ALL’ITALIA IN GUERRA!

La classe dirigente italiana dopo aver fatto lucrosi affari con il rais libico, fatto sedere con tanti onori nei consigli di amministrazione di FIAT, UNICREDIT, ENI e chissà quante altre multinazionali, si è impiegata attivamente nell’aggressione dell’ormai ex-alleato, del popolo libico e delle sue risorse energetiche. Facendo entrare nuovamente l’Italia in guerra, dopo Yugoslavia, Afghanistan e Iraq.
Berlusconi ipocritamente si dice “addolorato” per la sorte di Gheddafi mentre lo bombarda, Napolitano che dovrebbe garantire la Costituzione, vìola l’art. 11 della stessa (“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;”), coprendo politicamente l’aggressione e affermando che “si farà ciò che necessario…”, non specificando che la guerra è necessaria solo alle multinazionali che ci lucreranno sopra.
La “sinistra” e la destra fanno il gioco delle tre carte, scambiandosi i ruoli, facendo la parte del guerrafondaio la prima e quella del “pacifista” la seconda, cercando di tutelare i propri interessi e contraddicendo la propria storia. In questo modo questi voltagabbana di professione sperano che, comunque vadano le cose, potranno schierarsi con chi vince. Il solito opportunismo del padronato italiano, sempre pronto a saltare sul carro di qualsiasi vincitore, scaricando le proprie responsabilità sugli altri.
Infatti chi pagherà la loro guerra saranno i lavoratori italiani, già attanagliati dai costi della crisi capitalista. Mentre chi la subisce versando il proprio sangue è il popolo libico, estraneo ai giochi di potere di chi lo governa ed a quelli degli oppositori monarchici, pronti a svendersi ad una fazione del neocolonialismo europeo, come francesi e britannici.
Riteniamo che solo il popolo libico, dopo aver sconfitto l’aggressione straniera, abbia la prerogativa esclusiva di regolare i conti con vecchi e nuovi satrapi; la storia di questo popolo, inoltre,  lo ha più volte visto protagonista di dure, ma alla fine vittoriose, guerre anticoloniali, che dovrebbero imporre maggior prudenza agli istinti bellicisti nostrani e della NATO.
E’ ora di dire basta alle bugie e alle ipocrisie degli affaristi ed ai guerrafondai, sempre pronti a sfruttare la situazione a danno dei popoli e dei lavoratori, per incrementare i loro profitti!
NO ALLA GUERRA NEOCOLONIALISTA!

CESSAZIONE IMMEDIATA DEI BOMBARDAMENTI!

PER L’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO LIBICO!
Resistenze Metropolitane – CPO “La Fucina” – GTA Cologno

Nov 22 2010

Sanzionata l’Aler di Loreto: spazio ai bisogni non ai covi neri!!!

Viviamo in una città dove l’ente di gestione delle case popolari (Aler) mura e mette lamiere ogni mese a decine di appartamenti per favorire la politica della speculazione edilizia e degli avvoltoi del mattone.
Un ente che decide di lasciare per strada decine di famiglie.
Un’ istituzione che ha oltre 10 mila richieste di alloggi ferme a marcire da oltre 4 anni chi sa in quale cassetto, ma trova il modo di affittare e dare spazio a formazioni xenofobe, che alimentano solo odio e paura.
Aler Vergogna!
Crediamo che oggi a Milano ci sia bisogno di spazi sociali, che non siano solo una risposta al diritto di autogestione, ma che trovino delle soluzioni reali e concrete ai bisogni di tutti i giorni.
Oggi nella giornata europea antifascista, abbiamo deciso di dare un segnale molto chiaro:
BASTA SEDI FASCISTE A MILANO.
Crediamo che a Milano ci sia bisogno di dare spazio ai BISOGNI e non ai COVI NERI.
Milano ha bisogni di spazi sociali non di covi neri!
Antifasciste Antifascisti, per il diritto alla casa — Milano
notizia tratta da http://lombardia.indymedia.org

Nov 17 2010

CONTRO GLI SFRATTI SI PUO’ VINCERE

ADESSO COSTRUIAMO UN GRANDE MOVIMENTO PER IL DIRITTO ALLA CASA

Ieri mattina è stato evitato a Cologno Monzese l’ennesimo sfratto di una famiglia in difficili condizioni economiche composta tra l’altro da una bambina con gravi problemi di salute.

Grazie al presidio anti-sfratto, organizzato dal GTA con la partecipazione di Unione Inquilini, si è impedito di dare corso ad una delle infinite sentenze di sfratto che affliggono la nostra città, nella totale assenza di soluzioni abitative alternative per chi rischia, sotto i colpi della crisi, di trovarsi di punto in bianco in modo drammatico e incolpevole, in mezzo alla strada.

Nel caso specifico si è arrivati ad una soluzione che ha costretto il Comune all’assunzione delle proprie responsabilità. Un accordo per la ricollocazione ed il sostegno alla famiglia è stato chiesto e sottoscritto in presenza dell’ufficiale giudiziario, del proprietario, della famiglia affittuaria dell’abitazione, e successivamente ratificato anche dall’Amministrazione Comunale, ormai messa con le spalle al muro.

Va rimarcato che in assenza della mobilitazione del GTA, checché ne dica l’Assessore alla Casa Cocciro, ci si sarebbe trovati di fronte all’ennesima esecuzione di sfratto in assenza di qualsiasi preoccupazione da parte del Comune. La vicenda, grazie alla denuncia e alla ferma opposizione messa in campo, si conclude nel miglior modo possibile: proroga al 1° Febbraio 2011 e impegno del Comune ad una soluzione definitiva entro tale termine.

Al di là del caso specifico, resta una questione più generale: quante sono le situazioni di sfratto nel comune di Cologno Monzese a cui non si da alcuna risposta se non quella di mettere le persone in strada? Il caso di ieri è solo l’ultimo esempio per denunciare l’ingiustizia profonda di decine e decine di sfratti (solo nel 2009 circa 200 sfratti) che colpiscono le famiglie italiane o straniere che versano in condizioni di difficoltà  economica o di vera e propria povertà. Perché i costi più alti della crisi economica vengono fatti pagare alle fasce sociali più deboli del nostro territorio?

A fronte della decennale latitanza dell’Amministrazione Comunale nei confronti di queste famiglie, occorre organizzare una rete di sostegno che affronti il dramma di migliaia di famiglie e persone colpite dalla crisi rigettando l’operazione vergognosa di dividere tra cittadini buoni e cittadini cattivi (vedi morosi e non morosi).

Il tutto in una città in cui, vi sono decine e decine di appartamenti vuoti e invenduti…

Per questo chiediamo:

  • L’IMMEDIATA APPLICAZIONE DEGLI ARTICOLI 14 E 15 DELLA NORMATIVA REGIONALE 1/2000 CHE REGOLA L’E.R.P., PER LA CREAZIONE DELLE GRADUATORIE IN DEROGA, UNICA POSSIBILITA’ PER INCIDERE SUBITO ED IN MODO CONCRETO SUL GRAVE DISAGIO ABITATIVO CHE VIVE LA NOSTRA CITTA’.
  • Il BLOCCO EFFETTIVO DEGLI SFRATTI, PER FINITA LOCAZIONE E PER MOROSITA’. ESTENSIONE RETROATTIVA DELLA MORATORIA SUI MUTUI A TUTTE LE SITUAZIONI IN CUI SI E’ VERIFICATA PERDITA DI REDDITO A CAUSA DELLA CRISI.
  • REQUISIZIONE DEGLI ALLOGGI SFITTI DEI PROPRIETARI IMMOBILIARI E DELLE IMPRESE EDILI, CIOE’ DEI SOGGETTI CHE IN QUESTI ANNI HANNO SPECULATO ALLEGRAMENTE SUI BISOGNI ESSENZIALI ALTRUI o IN ALTERNATIVA UNA FORTE TASSAZIONE  COMUNALE SUGLI ALLOGGI SFITTI.
  • RILANCIO DI UNA POLITICA DI INVESTIMENTO NELL’EDILIZIA PUBBLICA (CASE POPOLARI) DA EDIFICARE SULL’ AREA INDUSTRIALE DISMESSA “EX TORRIANI”, PER EVITARE ULTERIORE CONSUMO DI SUOLO PUBBLICO.
  • GESTIONE PUBBLICA DELLE ASSEGNAZIONI E APPLICAZIONE DEL CANONE SOCIALE PER GLI INTERVENTI DI HOUSING SOCIALE CHE SI INTENDONO ATTIVARE. ABOLIZIONE DELLA LEGGE 431/98 PER DIRE BASTA ALLA LIBERALIZZAZIONE DEGLI AFFITTI E RIPORTARLI SOTTO IL CONTROLLO PUBBLICO, PARAMETRANDOLI ALLA CONDIZIONE SOCIALE DI CHI ABITA.

La nostra solidarietà con chi a Cologno subisce

lo sgombero forzato dalla propria casa resta e sarà la lotta!

La casa è un diritto e i diritti non si toccano!!